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23 aprile 2007

UNA QUESTIONE DI …. TASSE

UNA QUESTIONE DI …. TASSE

 

Voglio dare una…sterzata a questo blog.  Mi piacerebbe vederlo pieno di commenti. Credo, che quanto sto per scrivere, sveglierà un po’ questa comunità.

 

Gli argomenti che affronterò sono due. Il primo attiene ai dipendenti in genere, il secondo agli statali e a quelli pubblici nella loro generalità.

 

Una premessa è doverosa, il mio scritto NON vuole innescare nessun muro contro muro, ma avere la finalità di far conoscere delle situazioni che sono sconosciute ai più. (chi in buona e chi in mala fede).

 

Primo punto.: quanti di voi, ogni giorno, parlando di politica si sente obiettare :”noi dipendenti paghiamo fino all’ultimo cent. Altro che storie. Siete voi autonomi ecc.. ecc”. E’ vero in via di principio, la realtà è questa. Busta paga €. 1.000,00 lorde   a detrarre  €. 230,00 di tasse, il netto in busta,  che è l‘importo che effettivamente il lavoratore dipendente percepirà sarà di €. 770,00, in quanto i 230 euro saranno versati dal datore di lavoro al fisco. Fin qua, credo, ci siamo tutti. I dipendenti hanno pagato fino all’ultimo cent, i 230,00 euro di loro spettanza. L’equivoco incomincia da questo momento.  Lo stesso dipendente che prima diceva di pagare fino all’ultimo cent.  le tasse, nel prosieguo del discorso, sempre più incavolato, asserisce che “ con 730,00 euro non si può vivere!!”. Per essere corretto il nostro solerte lavoratore avrebbe dovuto dire “ Con 1.000,00 euro non si può vivere…”, infatti è quella la busta paga cui fa riferimento il suo contratto di lavoro. Questa situazione porta il lavoratore a richiedere aumenti salariali non perché sono pochi i 1.000,00 euro, ma perché sono insufficienti i 730,00 euro che materialmente riscuote.  In  pratica il dipendente, non vedendo “transitare” i 230,00 euro è come se questi NON ESISTESSERO, in quanto MAI entrati nella sua patrimonialità.  La conferma di questo assunto rinviene dalla successiva ipotesi. Lo stesso soggetto, chiamato al suo dovere di contribuente “autonomo” nel senso che deve gestire lui la parte economica relativa al pagamento dell’ICI sulla sua casa,  EFFETTIVAMENTE dovrà prelevare dal suo patrimonio quella somma di danaro per far fronte alla voracità fiscale….. In questa ipotesi TUTTI i contribuenti (autonomi e no) sono solidali nel dire che abbiamo un fisco vorace!!!.  In buona sostanza il lavoratore dipendente non avendo avuto la disponibilità dei 230,00 euro non ha dovuto…preoccuparsi di doverli recuperare per pagare le tasse, vi è stato qualcun altro che ha provveduto per lui (il datore di lavoro).

Spero di essere stato abbastanza chiaro da farmi capire.

 

Secondo punto: questo è molto più… come dire, spinoso.  Come tutti sanno vi sono due macro categorie di dipendenti: quelli privati e quelli pubblici. Lungi da me fare una questione di diritto del lavoro, ma voglio mettere in risalto questa ulteriore incongruenza. 

Anche questa tipologia di lavoratori dice le stesse identiche cose circa il pagamento fino all’ultimo cent e bla, bla, bla.. Osservo, invece, che mentre i primi (i dipendenti privati) seppur con le osservazioni di cui al ragionamento fatto sopra hanno qualcuno, (datore di lavoro) che EFFETTIVAMENTE VERSA a mezzo degli F24 con il tributo 1001 ogni 16 del mese i 230,00 euro  del suo lavoratore, nello Stato…ciò avviene in maniera indolore per le casse erariali!!.

Cerchiamo di dipanare il bandolo di questa matassa, con termini il più possibile accessibili. Di fatto anche lo “statale” subisce la stessa falcidia dei 230,00 euro, ma con un differenza di non poco conto: il suo datore di lavoro è lo Stato, il che vuol dire che con una mano elargisce (stipendio lordo = a €. 1.000,00)) e con l’altra trattiene (imposte = a €. 230,00), di fatto l’uscita effettiva sono solo i 770,00 euro il c.d. netto in busta.  La prova provata di questo assunto e presto fornita, con tutte le prese di beneficio.

Lo Stato, nel suo bilancio di previsione relativamente alle USCITE prevede stipendi lordi per 1.000,00 (di cui 730,00 per stipendi e 230,00 per tasse). Il 27 del mese paga al suo lavoratore 730,00 e verserà all’erario i 230,00 di tasse. Lo stesso Stato, nella sezione ATTIVO, nella voce imposte da lavoratori dipendenti, ha previsto che incasserà 230,00 che sono poi quelli che effettivamente ha trattenuto al dipendente. In gergo ragionieristico si dice che si è in presenza di una “partita di giro”, in effetti i 230,00 di tasse non sono mai uscite in quanto da una parte sono state previste come USCITE e dall’altra sono state previste come ENTRATE, quindi si è in presenza di una tipica invarianza. Infatti se si dovessero aumentare gli stipendi lordi, si  dovranno aumentare anche le tasse da trattenere, che saranno previste  nelle entrate come maggiori tasse da riscuotere!.

La prova provata di quanto detto lo si può constatare facilmente: vi siete chiesti il perché nella riforma Biagi è stato previsto che il lavoratore dipendente PRIVATO può decidere di non andare in pensione nei due anni successivi beneficiando di un maggior salario pari a quasi il 50% del tutto esente da tasse….mentre il suo omonimo statale NON ha diritto a questo tipo di incentivo? Il motivo sta proprio in ciò che è stato detto. Infatti se si estendesse anche al dipendente pubblico questa possibilità, l’erario in questo caso EFFETTIVAMENTE avrebbe un maggior esborso pari alla somma di danaro dato in più al dipendente!

In pratica i soldi….  freschi che affluiscono nelle voracissime fauci erariali, ogni  16 del mese, sono quelli che provengono dalle trattenute fiscali fatte dai datori di lavoro ai dipendenti privati, senza di questi…si chiude per fallimento!.

 

Non voglio aggiungere altro, spero che su questi argomenti ci sia un sereno, civile ed educato dibattito, senza ideologie, ma possibilmente costruttivo.

Il Bepi




permalink | inviato da il 23/4/2007 alle 19:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


2 febbraio 2007

Ma chi sono gli evasori?

  • Prendo spunto dal commento lasciato dal cortese Luciano per riprendere a dire quel che penso.

    Si dice che gli artigiani delle langhe, ed io aggiungo di gran parte d'Italia, non emettono uno scontino, e ciò molto spesso è purtroppo vero.  Questa omissione, a detta del Luciano, porta ad avere dei vantaggi economici a chi lo scontrino non lo redige. Fin qua il ragionamento non fa una piega. Ma il discorso deve essere completo e non fare sempre e solo della demagogia che non fa il bene di nessuno! In economia si parla di grandi numeri e non dell’artigiano del pavese o del gioielliere del trapanese.  Nel mese di agosto 2006, se non ricordo male, il SOLE 24 ore di cui non si può certamente dire di avere simpatie a destra, ha stilato una lista di "evasori". Ebbene, al primo posto vi è proprio il sommerso con circa 300 miliardi di euro (e per dare una idea di che massa enorme si tratta è sufficiente pensare alla finanziaria di quest'anno che è stata di 30 miliardi giustamente definita dallo stesso governo di lacrime e sangue). Al 2° posto con 100 miliardi i proventi della criminalità, al 3° posto con 40 mld troviamo le grosse società (FIAT -COOP. ecc) e solo all'ultimo posto con 4 mld di euro TUTTI i c.d autonomi, compresi gli artigiani delle Langhe.  Come è evidente, e se si è persone serie, si intuisce che non è in questa “sacca” che si risolvono i problemi dell'Italia (piccoli artigiani - commercianti), indubbiamente può dar fastidio vedere l'idraulico con la X5, ma non si faccia l’errore di credere che TUTTI quelli che girano con la X5 siano evasori. Purtroppo in Italia, la facile demagogia che attanaglia tutti i governi, è la guerra santa all’evasione, salvo poi non fare nulla o pochissimo proprio perché oramai non c’è più da raschiare.  Un governo serio inizia a racimolare dove maggiormente si concentra la massa enorme di redditi che viene sottratta all’imposizione e dove si annida questa massa è stato detto. Certamente i dipendenti delle aziende private non hanno “il tempo materiale” per poter fare la doppia o addirittura la tripla attività, ma tutti noi conosciamo la  qualità dei servizi che ci vengono propinati dagli uffici pubblici. I dirigenti di questi uffici la mattina devono, prima di impartire le disposizioni, sapere quanti solerti impiegati sono a casa in malattia, in infortunio, o semplicemente fuori della stanza per poter organizzare un minimo di servizio.. Quanti prof. fanno lezioni private? quanti ferrovieri esercitano chi l’attività dell'elettricista, chi del falegname, chi dell'idraulico ..ecc?. e la lista è lunga tanto quanto sono gli uffici. Questi signori evadono per un imponibile di 100 mld., e anche loro hanno la brava X5 o volano alle Maldive, vanno in discoteca, vanno al ristorante con gli amici e sono sempre i primi a fare tutti i fine settimana (il loro misero stipendio non potrebbe permettere tutto ciò) ma per tacito consenso (stato - dipendente statale, avvallato dalla trimurti sindacale) si è consolidato il seguente accordo: io ti pago una miseria, in compenso avrai il posto a vita (! )(Nel senso che nessuno avrà più la possibilità di licenziare, a prescindere)  e potrà fare quello che più gli pare.

    Questa è la vera vergogna, ma in Italia non lo si può dire. Gli evasori, per definizione, sono quelli che la mattina si alzano e rischiano la vita (sia quella economica che quella fisica) tutti i giorni, senza poter usufruire di alcuna indennità di malattia (alla faccia dell’uguaglianza costituzionale), senza alcuna tutela, additati al pubblico quali elementi nocivi della società! Sono le donne che sebbene portano in grembo il figlio lavorano fino al giorno prima il parto, e non come le loro colleghe più fortunate che lavorano da dipendente che hanno le loro maternità a rischio, a partire dal primo mese. Ci dicano le statistiche (INPS se ci sei batti un colpo) quante donne “dipendenti” e in che percentuale sono a casa perché hanno un certificato medico che attesta la loro gravidanza a rischio.

    In Italia dire queste cose è da sovversivi, ben che ti vada ti daranno del fascista.

    Il Bepi

     




  • permalink | inviato da il 2/2/2007 alle 11:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa


    17 settembre 2006

    DETRAIBILITA' IVA AUTO

    In merito alla deducibilità IVA su automezzi

     

    La recente sentenza della Corte di Giustizia Europea la n. C 228/05 del 14/9/2006 ha condannato l’Italia ad uniformarsi alla 6 direttiva in materia di detraibilità dell’iva sugli automezzi.

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      Il vice ministro Visco si è subito scagliato contro immaginate chi? (BERLUSCONI) colpevole di non aver preso provvedimenti in merito, nonostante sapessero che la Corte di Giustizia Europea avrebbe sentenziato nel modo in cui ha fatto, mettendo così nei guai ulteriormente questo scassato governo, per effetto dei rimborsi che sono stimati nell’ordine di 10 mld di euro.

    In uno Stato serio, le sentenze diventano immediatamente esecutive, in uno stato comunista si è subito emanato un decreto legge che sospende qualsiasi forma di restituzione per tutto il 2006 e, forse, solo dal 2007 si potrà fare domanda di rimborso!

    L’arroganza fiscale del buon Visco la si vede dal decreto che blocca i rimborsi, la sfacciataggine politica è quella di dare del cornuto all’asino (Berlusconi)  essendo lui un toro!.

    La indetraibilità dell’iva sull’auto esiste fin dagli albori dell’istituzione di quest’imposta avvenuta con il DPR 633/72 e, quindi, da tale anno, 1973, che l’iva sull’auto e accessori è stata sempre guardata come satana per le casse statali! Comportamento identico, tenuto da tutti i colori dei vari governi.

    Allora si chiede a sua eccellenza il perché non ha messo le sue integerrime mani durante i lunghi ed interminabili anni (5!) che ha retto le sorti delle casse erariali? Non sapeva, il novello Robespierre, che la Corte europea avrebbe dichiarato la sua illegittimità? Perché si è cosi meschini da non  dire la verità? Il tacere sarebbe stato più intelligente, invece si è costretti a dire cazzate in profusione per il proprio elettorato, incapace di valutare e capire, dovendo  essere imbeccato in guisa da ripetere a pappagallo quello che i vari capi, capetti, sottocapi, e via discendendo vanno cianciando dal biondo Santoroff o sui giornali asserviti.

    E’ stato detto che il popolo delle partite iva è un popolo che va annientato, che i professionisti sono una categoria  che va “tracciata" in tutti i suoi movimenti, che non possono più toccare il danaro, che sono additati quale unica causa di tutti i mali italiani, ebbene auguro al novello Robespierre di non dover mai aver bisogno di un medico, di un ingegnere, di un semplice artigiano. (Non si  sempre ministri e quelli che oggi scodinzolano alla sua presenza, domani saranno i primi a saltare sul carro dei vincitori ed affossare quello che prima servivano da lacche’. La storia ne è piena passando da Bruto a Bobo Craxi.)

    Tornando al tema, la sentenza di cui sopra offre la grande possibilità di restituire, e solo in parte, pan per focaccia. Come? È presto detto: rifare la dichiarazione IVA ed indicare l’imposta indebitamente NON riconosciuta negli anni pregressi, nella dichiarazione annuale 2005, da inviare entro il prossimo 31/10.

     Il secondo colpo lo si assesta nel calcolare di nuovo l’iva sugli automezzi e relativi costi accessori  dell’anno in modo tale da portarla in deduzione già del 3° trimestre 2006.

    Questo modo di agire  da la possibilità al contribuente, fin da subito, di compensare il mal tolto e non aspettare il modellino ministeriale, nel 2007 dove sicuramente, con minacce più o meno velate rivolte a tutti coloro che richiederanno il rimborso di inviare la GdF per controllare la giustezza di quanto richiesto, così si spera, con la meschinità tipica di chi è debole, di non mettere mani al portafoglio e sghignazzare ancora una volta!

    Se tutti i commercialisti, tributaristi e coloro i quali operano in questo settore si comporteranno nel richiedere i propri soldi da subito, si raggiungerebbero due importanti risultati.

    Il primo è quello che anche 1 solo mld d’euro portati in compensazione comporta un notevole aggravio di costi per lo stato con conseguente meritoria azione di mandare a casa il prima possibile questo sgangherato governo.

    Il secondo motivo è dar voce e dignità ai contribuenti sempre più tiranneggiati e offesi dalle vessazioni fiscali.

    Per rassicurare i colleghi, si tenga presente che 2-3-4-5.000 euro da recuperare come iva non comporta per gli anni pregressi( fino al 2004), alcuna sanzione, per il semplice motivo che la somma richiesta è una somma inerente e legittimata dalla famosa sentenza, mentre per il 2005 e il 2006 si è abbondantemente nei termini. Il decreto legge è del tutto illegittimo e poi non si chiede il rimborso, ma si chiede la compensazione con evidente rinuncia, anche, agli interessi.

    Al prode eroe Visco, ricordo che l’IRAP, la c.d. imposta rapina, figlia della sua ideologia comunista, quale unico esempio di bassa macelleria fiscale (si pensi che si è riuscito a far pagare le tasse sui costi!)  sarà a giorni dichiarata illegittima dalla stessa corte di giustizia che ha rilevato la illegittimità sulla deducibilità dell’iva assolta sulle auto. Così come sua eccellenza ha “redarguito” il precedente governo di non aver saputo mettere mani al vexata questio, si spera che il comunista Visco abolisca fin da domani l’IRAP ovvero prima che la Commissione di giustizia europea ci propini l’ennesima figura da pezzenti.

    Il Bepi

     

    PS consiglio TUTTI i colleghi di rivedere anche l’IRAP e portare l’intera imposta pagata ed eventuali acconti in compensazione in previsione della sentenza che si preannuncia, anch’essa favorevole.






     




    permalink | inviato da il 17/9/2006 alle 21:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa


    30 agosto 2006

    LETTERA APERTA A VISCO O FISCO?

      

    Gli italiani che solo tre mesi fa non riuscivano ad arrivare a fine mese…sono rientrati felici e giulivi sapendo di essere governati, ora, da quel grande statista di Prodi. Il rientro è avvenuto  a marce forzate, pagando un pieno di  benzina oltre 2.500 lire a litro e un pedaggio autostradale tra i più cari di Europa (a  proposito in Germania le autostrade sono ancora gratuite e senza limiti di velocità), ma raggianti di essere governati da simili soggetti.  Questi vacanzieri, non devono dimenticare che dovranno affrontare, nei prossimi mesi le bizzarrie e le vessazioni del compagno Fisco.

     

    Tra la clientela del mio studio e da parte di coloro che hanno votato la  “sinistra”  coalizione, si asserisce che mai si sarebbero aspettato tanto stupido e insano livore nei confronti di chi lavora tutti i giorni, senza aspettare la fine del mese, che rischiano e si dannano. Molti voti li hanno persi e più Fisco apparirà o meglio scriverà con decreti e decretini più elettori moderati scapperanno da quel caravan serraglio che è il centro sinistra.

     

    Fisco ha sbagliato tutto. Non è con la finta repressione o con gli spauracchi che otterrà ragione sulla evasione. Il muro contro muro non ha mai prodotto frutti e presto se ne accorgerà. Inizieranno e si moltiplicheranno a dismisura i contenziosi tributari, saranno eccepiti tutti i decreti (in palese odore di incostituzionalità nei confronti della legge  relativa allo STATUTO DEL CONTRIBUENTE), ci sarà un forte aumento della evasione, tutto questo nuovo imbarbarimento di adempimenti (DECRETINO BERSANI –VISCO- ANTIRICICLAGGIO) non farà altro che far aguzzare l’ingegno e  costringere il povero contribuente a mettere in pratica la meritoria opera dell’auto difesa., necessaria alla sopravvivenza.

     

    In questi giorni agostani,  sulla stampa specializzata, è apparsa una graduatoria dei redditi che sarebbero sottratti a FISCO. Ebbene al primo posto, con circa 300 mld di euro risulta essere il sommerso!! Caro Fisco non sono certamente gli autonomi a fare il sommerso ma sono tutti quei dipendenti (statali – parastatali ex pubblici ) che avendo da te uno stipendio da fame, sono costretti ad arrotondare “rigorosamente” in nero.!

    Al secondo posto, con 100 mld di euro, si collocano i proventi rinvenienti dalle attività criminali. Perché novello Robin Hood, non togli ai mafiosi per dare ai poveri? La risposta è semplice: non sei capace!! Ma pretendi  da noi ( con le norme antiriciclaggio) quello che tu come Stato non sei in grado di assolvere!!!.

    Al terzo posto risultano con 40 mld di euro le grosse società. Cosa fai con questi colossi caro  Fisco? Nulla. Se no quei signori della prima fila di Vicenza non ti applaudivano e tu restavi ancora a morire di invidia nel vedere al ministero un vero economista (TREMONTI). Perché vedi caro Fisco, è tutta questione di fiducia. Tu sei: arrogante, presuntuoso, invidioso, crei il muro contro muro e ti troverai con le classiche pive nel sacco. Ma il Ministro TPS che fine ha fatto? E’ solo la facciata, per i salotti buoni? (effettivamente non sei presentabile). Tornado a questi 40 mld di proventi, perché non sguinzagli la GdF alle COOP, all’ICEA, ai MPS; All’UNIPOL (a proposito che fine ha fatto il compagno Consorte?). Il motivo è semplice: loro foraggiano il tuo partito. E che ne dici di fare una visitina ai sindacati? E’ possibile che siano gli unici ad incamerare milioni di euro e non dare spiegazione a nessuno non presentando uno straccio di bilancio, mentre pretendi dal bottegaio l’invio telematico del suo incasso giornaliero!.

    Al quarto ed ultimo posto con 4 mld di euro (si quattro) risulta l’ammontare dei ricavi sottratti all’imposizione da parte dei cosi detti autonomi (artigiani, commercianti, pmi, professionisti).  Dopo l’elencazione di questi numeri taccio, perché chiunque, leggendo può capire la vostra mala fede.

    E’ la classica pagliuzza nell’occhio dell’altro e non si vede la trave nel proprio!.

    E’ tutta demagogia, come avvenuto con la falsa  liberalizzazione delle supposte. L’aspirina della coop  è già in vendita,  mentre ENEL, GAS, BANCHE, CARBURANTI, RAI, ASSICURAZIONI, AUTOSTRADE ecc, neanche a parlarne. Tutta demagogia, che serve a ubriacare  i pochi neuroni dei vostri elettori alle varie feste dell’Unità.   

    Il Bepi




    permalink | inviato da il 30/8/2006 alle 10:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa


    10 luglio 2006

    E POI LI CHIAMANO …..EVASORI

    E POI LI CHIAMANO …..EVASORI

    Voglio raccontare quest’ennesima esperienza, ove ce ne fosse ancora bisogno, di quale e quanto disagio soffre la nostra categoria.

     

    Una piccola premessa è d’obbligo. Alla fine del 2004 un giovane di 24 anni è stato licenziato dalla ditta dove lavorava (una grossa impresa edile), con l’accordo che lo stesso avrebbe continuato a lavorare solo se fosse diventato un autonomo.

     

    Inizio 2005 apertura partita iva, registri, iscrizione CCIAA inizia a lavorare e a fatturare. A metà anno mi accorgo che ha già un discreto utile, lo chiamo e lo “avverto” che in Italia dopo una certa soglia, piuttosto che lavorare è meglio dedicarsi a qualche hobby oppure cercare di trovare elementi che possano aumentare i costi (ad es. avvalersi dell’opera d’altri prestatori d’opera).

     

    Il ragazzo, di formazione politica sinistrorsa, con “orgoglio” confermò che intendeva continuare così, perché lui, essendo giovane, poteva farcela da solo e poi è “GIUSTO CHE LE TASSE LE PAGHINO TUTTI!!”

     

    Mi complimentai con lui per il suo modo di fare e gli diedi appuntamento a …giugno 2006.

    Inizio giugno ore 19,00. Siamo di fronte io e il mio cliente, stiamo commentando la sua dichiarazione.

     

    Volume d’affari 70.000,00  costi deducibili 19.271,00 utile 50.729,00. Carico fiscale e para fiscale  34.686,00 reddito netto  16.043,00!!.

     

    Leggo nei suoi occhi incredulità, come se quei numeri letti da me fossero un gioco, così, per farlo spaventare. No, figlio mio, quei numeri sono maledettamente veri e sfido chiunque a smentirli.

     

    IRPEF dell’anno               15.714,00

          I acconto IRPEF                 6.088,00

          I ACC IRAP                         717,00

          Saldo IRAP                        1.611,00    

           Add Reg                               457,00

           Altre addizionali                   203.00

    TOTALE carico fiscale       24.790,00

     

           SALDO INPS artigiani      6.587,00

           Acc. INPS artigiani            3.309,00

    TOTALE carico para fisc       9.896,00

     

    CARICO COMPLESSIVO  EURO 34.686,00 Reddito netto 16.043,00!!.

     

    Il ragazzo inizia a fare delle considerazioni ad alta voce, “ma come? devo pagare circa 10.000,00 euro di INPS per avere e se l’avrò una pensione da fame? e devo pagare in tasse, tra saldo e acconto  la metà di quello che ho fatturato?  Ma lo sanno che io mi sono alzato tutte le mattine alle 5 per esser nei cantieri alle 6, con il freddo pungente o con il sole che ti scioglie il cervello a lavorare come un somaro per 12 ore il  giorno sabato compreso? Ma lo sanno quei maledetti, che io non ho ancora incassato circa 15.000,00 euro e che già ho anticipato loro l’iva su quest’importo? Ma lo sanno che io non ho questa disponibilità economica? Come devo fare?  Non sono mica un onorevole, che tra diarie (non tassabili), trasferte, importi per i porta borse ecc incassano in un mese quello che a me resta dopo aver lavorato un anno come un somaro! Io devo pagare 9.000,00 d’INPS per 30 e più anni per avere, se l’INPS esisterà ancora una pensione da fame e lor signori dopo 2 anni e mezzo di LAVORO (sempre che si possa definire tale!) avranno diritto ad una pensione di oltre 10.000,00 euro mensili. Loro due anni e mezzo io oltre 30 anni!! Onorevole Bersani sia serio liberalizzi lei e la casta cui appartiene. Perché pretendete delle esclusive?  Siete solo voi che con due anni e mezzo di legislatura avete diritto ad una pensione. Porti gli anni contributivi anche alla sua casta a 30 e passa anni come i comuni mortali!! Solo allora potrà parlare di liberalizzazioni, oggi sarebbe più decente stare zitto!!

     

    Perchè il prode  Visco, invece di fare proclami e dare la caccia alle streghe criminalizzandomi, non incomincia a far pagare le tasse ai parlamentari? Lui in testa? E’ comodo massacrare i tassisti o il muratore, per Visco siamo dei farabutti, ma noi siamo solo degli operai che si sono messi in proprio perché licenziati,  ed ora, facendo parte anch’io di quell’esercito che sono le partite iva, pensiamo solo a lavorare, non abbiamo tempo per metterci in malattia o in ferie, le medicine le compriamo perché non abbiamo tempo per andare dal medico per farci prescrivere la ricetta, insomma costiamo zero e siamo tartassati. Ma ragioniere mi dica è un sogno o la realtà”

     

                No figliolo è la realtà. Da uno sguardo capisco che di sinistrorso, ora non gli resta che la mano, ha capito  a sue spese che coloro i quali riteneva essere dei paladini di giustizia si sono dimostrati essere dei beceri macellai, accaniti contro una categoria in quanto tale e vuole a tutti i costi dividere i buoni dai cattivi. Ho superato anche la cinquantina, ritengo mio dovere morale avvertire  il mio interlocutore di cosa andrà incontro se continua a voler essere autonomo. Lo informo che gli diranno di essere un pericoloso delinquente, dedito alla truffa e all’evasione, che le tasse le pagano solo i dipendenti e cazzate varie di questo genere. Lo avverto che questa è solo propaganda. Loro indicano pochissime cose ai pochi neuroni del loro elettorale, che a loro volta, come i pappagalli ripetono senza saper né come né perché.

                Ora, figliuolo, ascolta bene cosa sto per dirti e non aver paura a ripeterlo a questi tromboni che parlano a vanvera accecati solo da invidia e da odio.

    Se non ci fossero i cattivi, i buoni non esisterebbero eh si carissimi perché con le tasse che pagano i cattivi si finanzia la sanità, la difesa, il baraccone statale della scuola, la magistratura famosa soprattutto nel terzo mondo quale fulgido esempio di massima imparzialità e via cantando.

    Le cosi dette tasse che dicono di pagare fino all’ultimo cent i cari signori statali sono solo “virtuali”. Se si guarda tale operazione da parte dello Stato, questa  è una tipica partita di giro, infatti nelle Entrate si mettono le tasse che saranno prelevate dai suoi dipendenti, nelle Uscite si trascrive lo stesso importo per pagamento delle tasse!!, in pratica zero. 

    Le vere tasse sono quelle pagate ogni mese dai singoli datori PRIVATI, che prelevano dal dipendente e versano. Se mancassero queste e i versamenti dei cattivi lo Stato chiude bottega, altro che storie. Ma non ostante tutto, pervicacemente si da contro questa categoria di soggetti, che da soli mantiene in piedi una nazione!! Hai capito figliuolo? I dipendenti, siano essi statali che privati fanno sciopero perché è il netto in busta paga che è insufficiente,  le tasse per loro non esistono in quanto non le hanno MAI viste!!, altro che balle!

     

    Lezione finita.  Allungo l’occhio, e in una angolo della mia scrivania vedo la parcella che avevo predisposto per farmi pagare l’onorario del 2005, guardo gli occhi mesti di questo ragazzo idealista ferito, vedo il suo stato d’ansia e di agitazione, la sua insofferenza, la sua demoralizzazione.

    Non ho il coraggio di allungargli la parcella, mi sento un gabelliere anzi sono un gabelliere per conto di uno stato sempre più sprecone ed infingardo. Questa volta non ho dato la mia parcella, spero di avere più coraggio la prossima volta.

     

    Il Bepi 




    permalink | inviato da il 10/7/2006 alle 18:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa


    6 luglio 2006

    LA VENDETTA DI VISCO

    INIZIA “LA VENDETTA” NEI CONFRONTI DEGLI AUTONOMI

     

                Carissimi è iniziata la vendetta di questo governicchio catto – comunista nei confronti del ceto medio produttivo.

                  Eh si, perché loro, avevano bene in mente cosa dovevano fare nei…primi cento giorni per buttare fumo negli occhi alla loro base.

                 A caratteri cubitali viene venduta per liberalizzazione delle professioni cosa? L’abolizione delle tariffe minime, che l’aspirina la si può vendere al supermercato e che la macchina usata la si può ora vendere tramite i comuni e non più dal notaio, che i tassisiti sono dei monopolisti che con il loro privilegi stanno distruggendo l’Italia?

                 Come ogni persona di buon senso può intuire, vi sono situazioni che “urtano” i cittadini tipo la burocratizzazione di molti atti ed è doveroso intervenire, ma questo governicchio, come tutti i nani che vogliono apparire dei giganti, sono partiti in quarta senza chiedere a nessuno (categorie interessate) un minimo di “concertazione” parola tanto usata dai “sinistri” quando erano all’opposizione ma di stalinista applicazione quando sono loro che menano la danza.

                 Delle pseudo – liberalizzazioni si è già detto, ma vorrei chiedere al comunista – riformista – emiliano romagnolo Bersani: perché non ha iniziato a liberalizzare l’ENEL? Le Ferrovie, i MONOPOLI,  le aziende che hanno il monopolio della raccolta rifiuti – le così dette multi utility (HERA nella rossa Emilia?), la Rai, le Banche, le Assicurazioni, i distributori di benzina e tantissimo altro ancora?

    Le ragioni di queste mancate, ma davvero INDISPENSABILI liberalizzazioni sono due: una di natura economica l’altra di natura oggettiva.  Per quanto riguarda la prima è evidente che lor signori hanno le mani in pasta nelle lobby dell’energia, delle banche, delle assicurazioni,( UNIPOL- LINEAR-COOPERATIVE ROSSE DI VARIA NATURA E GENERE- MONTE DEI PASCHI DI SIENA, HERA SPA, e tantissime altre aziende satelliti di questi colossi economici), e quindi non fare nulla per disturbare il manovratore.

    Il secondo motivo, non tanto meno importante del primo è che  i neuroni del loro elettorato non sono in grado di capire queste cose che attengono la finanza e l’economia in genere. La base del governicchio conosce solo l’invidia,  basta  che i loro governanti sbandierino che i provvedimenti adottati hanno colpito gli interessi di coloro i quali ritengono essere dei privilegiati, per essere questo motivo sufficiente per essere giudicato un ottimo provvedimento.

                 Prima di indicare le nefandezze che il vice ministro Visco si accinge a mettere a regime  vediamo di inquadrare chi è questa nobile figura.

         Il “comunista” Visco è quel soggetto che ha inventato il 117. Un numero telefonico che doveva  servire per la “DELAZIONE”, materia in cui i compagni sono ferratissimi.!!!. Questo dipendente statale (professore universitario), incapace di confrontarsi nel libero mercato come avvocato, è come tutti gli incapaci: invidioso di coloro i quali a parità di condizioni sono diventati famosi e ricchi.  Lo stesso vice ministro però il suo orticello lo sa coltivare e mentre ai compagni di merenda racconta la barzelletta della “vergogna” dei condoni,  lui è stato condannato per abuso edilizio nel 2001 (una casa in Sicilia).

     

    Ora cerchiamo di approfondire  cosa ha in mente questo statista (ci crede solo lui!) per risolvere i problemi italici. 

    Il vice ministro “FISCO”, ma ministro di fatto, perché PADOA SCHIOPPA è la facciata per i salotti buoni, mentre il lavoro sporco lo fa il suo vice, sta cercando di instaurare uno stato di polizia.

    Banche, poste, intermediari finanziari, imprese di investimento, società di gestione e ogni altro operatore finanziario dovranno comunicare all’Anagrafe tributaria l’elenco dei soggetti con i quali intrattengono rapporti, indicandone i dati anagrafici, compreso il codice fiscale. Saranno escluse soltanto le operazioni effettuate tramite bollettino di conto corrente postale di importo unitario inferiore a 1.500 Euro.

     

                Visco  vuole impedire ai professionisti, di incassare in contati.!! Ma vi rendete conto dell’offesa che questo gesto comporta? In parole povere vuol dire: voi professionisti siete tutti evasori, per voi il denaro è satana ed io vi purifico vietandovi di toccarlo. In pratica i professionisti non dovranno più possedere danaro!!

    Sempre ai professionisti vuole imporre l’obbligo di avere un conto corrente per l’attività. Ma dove sta scritto che un professionista deve pagare ulteriori  spese per avere un conto professionale? Ma insomma dov’è questa libertà di fare ciò che si desidera una volta assolti i propri doveri?.  Veniamo trattati come delinquenti, e quindi giuridicamente incapaci di agire, e lui il nostro tutore ci dice cosa fare, come fare.

     

                Il nostro prode vuole reintrodurre gli elenchi dei clienti e dei fornitori, chi svolge una  attività in più di 250 mq, deve comunicare giornalmente (e perché no ogni vendita?) gli importi incassati, e tutto questo telematicamente.  Le spese di giustizia sono aumentati  (i ricorsi davanti al TAR e al Consiglio di Stato sono passati da 340 a 500 euro,, le istanze cautelari, i ricorsi contro il silenzio dell’amministrazione, i ricorsi per accesso agli atti da ESENTI sono passati a 250,00 euro), e i costi di queste operazioni chi le deve sopportare? E’ l’inizio di uno stato di polizia, con il grande fratello che spia ogni operazione, si avverte nell’aria un senso di insofferenza. In nessun regime, neanche nei più totalitari, la libertà è stata sottomessa. Non sarà certamente un piccolo burocrate, livido di invidia, a soffocare la libertà di impresa e di professione.

         La mia esperienza mi fa pensare che con queste premesse il nostro vice ministro farà il classico buco nell’acqua.  La maggior parte dei professionisti, degli artigiani, dei commercianti, insomma le milioni di partite iva,  ha una testa, che a differenza del loro elettorato, la sa usare ma soprattutto sono silenziosi, non scendono in piazza per fare rumore ( sono solo le teste vuote che lo fanno)  sanno come difendersi da simili aggressioni e sanno fare molto male….ma in silenzio senza proclami. La vendetta è un piatto che va consumato freddo….a giugno.

                 Su la vanezza politica di questo personaggio si potrebbero raccontare tantissimi episodi, ne cito uno solo per brevità. L’ex ministro Tremonti, era riuscito a far rientrare in Italia i capitali.

    Il solo annuncio che questo governo aveva in mente di  riesumare il becero comunista Visco, immediatamente e come per incanto, una notevole quantità di danaro è ritornata nei forzieri democratici della Svizzera e in altri Paesi dove i comunisti non hanno dignità di albergo.

     
    Il Bepi


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    permalink | inviato da il 6/7/2006 alle 10:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


    3 luglio 2006

    ANTIRICICLAGGIO E COMMERCIALISTI

    Mi chiamo Brambilla, iscritto dal 1973 al collegio dei ragionieri e, con il sotto stante articolo, vorrei fare alcune considerazioni, nonché mettere in evidenza le tante anomalie che ricadono sulla nostra professione.

    Voglio incominciare dalle origini. La professione nasce e viene regolamentata da D.p.r. del 27 ottobre 1953 n. 1068 e successive modifiche. In pratica è da oltre mezzo secolo che operiamo sotto l’alta vigilanza del Ministero della Giustizia. Con il trascorrere inesorabile degli anni si è passati dalla dichiarazione dei redditi con il c.d. modello “VANONI” scritturato a mano e con la carta copiativa, agli invii telematici.

    Il legame, però, con il nostro cliente è stato sempre quello del rapporto fiduciario e noi questa fiducia la ricambiamo, come tutti i professionisti, con il c.d. segreto professionale. L’osservanza di noi iscritti, a tale comportamento lo si deve sia per motivi deontologici (Articolo 5 comma 1 del Decreto Legislativo 28 giugno 2005, n. 139 che prefigura l’obbligo del segreto professionale) sia per motivi legali previsti dagli artt. 199 e 200 del codice di procedura penale e 249 del codice di procedura civile.

    Dopo oltre 50 anni di consolidata prassi ora si pretende di rompere “UNILATERALMENTE” questa procedura, e ciò per effetto delle norme in materia di antiriciclaggio di danaro sporco.  Le previsioni normative che regolano detta materia, tra le altre cose, chiedono a noi professionisti di “denunciare “ il cliente che si sospetti aver utilizzato denaro rinveniente da un “illecito”. L’UIC in una delle sue tante circolari, ha precisato che per  illecito si deve intendere  anche l’utilizzo di fatture inesistenti!!.

    Volendo inquadrare la fattispecie sopra descritta mi preme mettere in evidenza che oramai si legifera senza più cognizione di causa. Gli attuali legislatori non conoscono cosa voglia dire la gerarchia delle fonti, il segreto professionale e tanto altro ancora, ma interessa loro, solo una parvenza di giustizia sommaria…alla Robespierre. Come si possano emanare atti che tentino di abrogare il segreto professionale per mezzo di norme che risultano essere in netto contrasto con le gerarchia delle fonti non è dato sapere. La legge, così come prevista dagli artt. 70 e seguenti della Costituzione, rappresenta l'atto normale o ordinario in cui si esprime il processo di integrazione politica. Il nostro ordinamento prevede la seguente priorità

    Qualsiasi atto di rango inferiore alla precedente che modifichi una legge ordinaria, DEVE essere dichiarata incostituzionale.

    La normativa sul riciclaggio è stata introdotta con il DECRETO LEGISLATIVO 20 febbraio 2004, n.56. Dall’elenco di cui sopra, il DLGS è gerarchicamente inferiore alla legge, per cui e per gli effetti di cui agli artt. 70 e seguente della costituzione esso è da ritenersi contrario a tali norme ed essere, quindi, dichiarato incostituzionale nella parte in cui “abroga”, di fatto, il segreto professionale.

    Se poi al DLGS si sommano sia le circolari dell’UIC sia quelle di altre istituzioni pubbliche che tendono sempre di più ad ottenere notizie che esulano dall’attività professionale si capisce bene che il marasma è totale. Allora chiedo alla istituzione pubblica e ai nostri  Ordini e Collegi provinciali e nazionali: dove è scritto che il professionista “commercialista” deve rivestire la veste di inquirente? Se avessimo voluto fare i finanzieri avremmo partecipato a tale tipo di concorso, ma evidentemente a questa attività, la maggior parte di noi è come dire “allergica”. Uno Stato di diritto si deve accollare l’onere di trovare le prove e di dimostrarle, e non delegare a terzi mediante il ripugnante atto della delazione,(di sovietica memoria)  ciò che è di sua esclusiva competenza  ed addirittura prevede per  la mancata delazione sanzioni civili e penali per il commercialista!!!.

                E ora tiro in ballo i nostri cari organismi nazionali, che non sono in grado di far sentire la loro voce neanche all’usciere di palazzo CHIGI. La nostra professione è  l’UNICA che, seppur ordinamentata, vale quanto un due di coppe a briscola.

                I motivi? Presto detto: in mezzo a questa tempesta di “nuovo liberismo” prodiano o meglio basiniano noi possiamo dire senza ombra di smentita di essere stati i precursori ,e da sempre, del più sfrenato liberismo. Siamo gli UNICI e sfido chiunque a contraddirmi, a non aver MAI avuto una esclusiva sulla nostra attività, se non delle briciole utilizzate da un massimo del 10 -20% degli iscritti (contenzioso tributario e collegi sindacali). In definitiva noi siamo gli unici che da oltre 30 anni (avvento dell’ingresso dell’IVA) siamo in continua concorrenza, poiché nessuna esclusiva ci è stata mai data nella tenuta delle contabilità, nella stesura delle dichiarazioni, nella consulenza fiscale e tributaria, insomma in tutte le materie di quotidiano svolgimento. Chi sono i nostri concorrenti? Non è certamente il collega di Monaco o di Amburgo o il grosso studio di Milano, ma sono gli agguerriti CAF, le varie associazioni di categoria quali CNA, LAPAM, Confesercenti, Confcommercio, i vari “ABUSIVI” che possono essere maestri, fabbri, idrauilici, casalinghe insomma una vastissima eterogeneità di soggetti ai quali nessuno chiede nulla ma che possono fare tutto!!.

                Vi chiedo esimi Presidenti, quale altra professione “regolamentata” è così sbragata come la nostra?. Le vogliamo analizzare?

    -          i medici? -  Se qualcuno lo fa senza averne il titolo è perseguito dalla legge per esercizio abusivo della professione, quindi NO;

    -          gli avvocati? Idem;

    -          i notai?: Idem;

    -          forse saranno i geometri? Però non ho mai visto presentare un progetto fatto da una casalinga o da un maestro, quindi presuppongo di :NO;

    -          forse gli agronomi?, sai senza nulla togliere a questa nobile professione, forse lo può fare un soggetto con la terza media o il diploma di ragioniere o la laurea di medicina? Non mi pare, che se devo chiedere, ad es. la chiusura di un pozzo, mi posso rivolgere ad uno dei soggetti di cui sopra, ma DEVO necessariamente rivolgermi ad un agronomo che con la sua firma ed il suo timbro certifichi ciò che si andrà a fare.

    E allora, cari Presidenti vi chiedo a cosa serve l’Ordine dei commercialisti?  (Sembriamo i polli di Renzo che mentre stavano per essere accoppati si beccavano tra loro. Questa metafora è indirizzata a quei colleghi che la menano ancora sulla stupida diatriba che attiene alla fusione degli ordini!) Diteci almeno un paio di motivi per i quali dobbiamo ancora essere iscritti in un ordine che non solo non difende gli interessi degli iscritti (norme antiriciclaggio, nuove elucubrazioni fiscali del prode Visco che impone di avere, comunque, un conto corrente ad hoc, che vuole gli elenchi clienti e fornitori, comunicare.”giornalmente” gli incassi e cosi  avanti) non siete stati capace di avere dei referenti politici, insomma i nostri ordini oltre che essere sempre stati degli enti inutili a cui però bisogna corrispondere un bel po’ di balzelli per tenere su un baraccone fatto di stipendi e prebende, non ha mai fatto sentire le proprie richieste.

    Abbiate un sussulto di “dignità” fate sentire la vostra e quindi la nostra voce a chi di dovere, minacciate ed attuiamo scioperi, e cercate di non andare sui giornali solo per la “cadrega”, ma come organismo utile e necessario per la tutela della buona fede.




    permalink | inviato da il 3/7/2006 alle 17:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa

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